PokiCopi 2.0

Come il marketing incide nella vita di uno che si occupa di marketing

09 maggio 2006

E' bello far parte di una 'famigghia'.

Io non sono (più) un videogiocatore accanito, possono trascorrere un paio di mesi senza che tocchi la mia PS2 slim (tranne che per giocare a Kinetic), ma se trovo il gioco che mi prende, lo addento come un pitbull e non mollo fin quando non l'ho divorato.
E' successo di nuovo con Il Padrino, il nuovo gioco della EA basato sull'omonima saga cinematografica coppoliana (il regista ha prontamente disconosicuto l'opera videoludica).
Attualmente elevato al rango di scagnozzo, in una sessione di gioco particolarmente proficua sono riuscito a: uccidere il boss dei Tattaglia, espugnare un magazzino e riconquistare Little Italy (non prima di aver acquistato un bel carico di molotov e caricatori per il mitragliatore), ed eseguire un complicato omicidio su commissione.

Il gioco è altamente diseducativo, ma su un vecchio videogiocatore e cinefilo come me ha un doppio effetto emozionale non trascurabile:
1. immersione totale nell'atmosfera della trilogia di Coppola (i personaggi orginiali ci sono tutti, è fantastico)
2. amarcord micidiale del grande King Of Chicago, il primo grande gangster game della storia (sono passati solo 20 anni)...tutti gli amighisti in ascolto non si vergognino a farsi sfuggire la lacrimuccia per il grande classico Cinemaware.


 
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